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Interviste

"Studiare e giocare? La vittoria più bella"..parola di Francesco De Nicolao

denicolaoveronaSport e studio. Come rapportarsi con queste due realtà? E' una domanda che si fanno tutti i ragazzi (e i genitori) dei settori giovanili, cosi a volte, oltre alle parole, è utile ispirarsi a chi è riuscito brillantemente a portare avanti entrambe le cose. Il Piacenza Basket School ha intervistato Francesco De Nicolao, classe 1993 ed ex giocatore della Morpho Basket Piacenza (ora tesserato della Tezenis Verona in LegaDue),  per mostrare un esempio vincente di studioso-sportivo. Andiamo a sentire quali consigli ha da dare Francesco....

A Piacenza hai frequentato il Liceo Scientifico Respighi, come sei riuscito ad organizzare l'impegno scolastico con quello sportivo di una categoria prestigiosa come la LegaDue?
Mi sento di dire una cosa che io trovo fondamentale: non bisogna essere pigri! Spesso il fatto di praticare una sport può diventare una scusante per perdere di vista la scuola e tutto ciò che comporta, ebbene io penso invece che se uno ha davvero interesse ad impegnarsi in entrambe le attività, può riuscirci benissimo. Per quanto mi riguarda, l'anno scorso io studiavo prima e dopo gli allenamenti, in base a quando erano programmati durante la giornata. Di solito preferivo mettermi sui libri prima di andare in palestra perché avevo la mente più lucida e non dovevo fare i conti con la stanchezza che inevitabilmente ti colpisce dopo due ore intense di basket.

Quale rapporto avevi con i tuoi docenti? Pensi che ti incentivassero a proseguire nel mondo della pallacanestro o erano focalizzati solo sui risultati accademici?
In tutti i miei anni di scuola ho sempre trovato professori disponibili al dialogo e al confronto. Certo, posso essere stato fortunato, però credo che il segreto stia anche nel modo in cui uno si comporta: se i docenti vedono che sei una persona che mette dedizione ed attenzione nello studio, sono certamente più propensi a venire incontro anche alle tue esigenze sportive.

Tu giochi a basket da tanti anni, dividendo la tua intera adolescenza fra libri e palloni. Quali erano le maggiori insidie che ti si sono parate dinnanzi? Quanto è stato importante per te aver concluso brillantemente il tuo percorso studi di scuola superiore?
I rischi che si corrono quando si è nelle giovanili di qualunque sport sono due: usare l'attività agonistica come scappatoia per non studiare e sottovalutare l'importanza di avere una formazione. Quest'ultimo aspetto penso sia essenziale: dimenticarsi della scuola per investire tutto sul basket è dannoso perché se è vero che lo sport ti aiuta a rafforzare la personalità, è altrettanto vero che la cultura contribuisce a renderti una persona più completa. E gli anni dell'adolescenza sono fondamentali per crearsi una formazione che difficilmente può essere integrata successivamente.

Dopo la quinta superiore ha deciso di proseguire gli studi?
Si, certo! Frequento il corso di laurea in Economia e Management all'Università di Padova. Sono contento di questa scelta perché Padova è la mia città e, giocando a Verona, sono comodo anche logisticamente. Ho deciso di iscrivermi all'Università perché ho sempre avuto interesse a farmi una buona cultura, è una sicurezza personale.

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Intervista a coach Alessandro Mambretti

mambrettiLui è Alessandro Mambretti ma per tutti, qui a Piacenza, è semplicemente il Mambro. Il Rambo della nostra pallacanestro. Lo abbiamo conosciuto come un guerriero indomabile durante gli anni della storica cavalcata della UCP, con lui sono arrivati record e promozioni, la sua grinta ha trascinato centinaia di persone al PalaAnguissola, tutti li, pronti a balzare in piedi ad ogni canestro.

Da quei momenti sono passati alcuni anni, però il "Mambro" continua a rimanere una figura chiave del nostro basket. Smessi gli abiti da atleta, ha indossato quelli da allenatore, prima delle giovanili all'interno del Piacenza Basket School e poi, dopo le dimissioni di Marco Gandini, anche del Selta Piacenza Basket Club in Serie D.

Ale, partiamo dal momento in cui hai saputo che avresti sostituito coach Gandini. Come hai preso la notizia?

"Dentro di me ho vissuto due situazioni contrastanti: da un lato ero stimolato perché non ho mai allenato una formazione senior, e questa cosa mi motivava parecchio. Dall'altro ero un po' combattuto perché avevo intenzione di tornare, fra qualche settimana, a calcare il parquet con i ragazzi. Si stanno allenando bene ed avrei voluto dare il mio contributo da giocatore. Ora darò il massimo stando a bordo campo!"

Come è andato questo primo periodo di allenamenti? Ci possono essere stati contraccolpi a seguito delle dimissioni di Gandini?

"Sinceramente non penso ce ne siano stati, chi fa il giocatore è abituato a lavorare duramente in palestra e per lui conta che la situazione non cambi, che l'entusiasmo non vada disperso. E da questo punto di vista, da noi nulla è cambiato".

Sei arrivato proprio in un periodo carichissimo di impegni, con una serie di partite ravvicinate che vi obbligano a fare gli straordinari. Hai qualche ricetta per i ragazzi?

"Siamo una squadra complessivamente giovane, che non può permettersi di andare sotto di troppi punti perché, mancando quel bagaglio di tecnica che hanno altri teams, poi facciamo molta fatica a "rialzarci". Noi dobbiamo puntare sulla nostra atleticità, e fare in modo di vincere alcuni parziali, essendo difficile tenere un ritmo elevato per l'intero arco della gara. Poi nei momenti di difficoltà, è fondamentale affidarci ai giocatori che hanno più esperienza per non sprecare quanto di buono fatto fino a li. Se riusciremo a trovare questo equilibrio fra spavalderia, aggressività ed esperienza, sono certo che i risultati positivi arriveranno". Leggi tutto...

Chiacchierata “di Natale” col General Manager Marco Sambugaro

sambugaro marco piacenza basket schoolDa quando l'avventura del Piacenza Basket School ha alzato il sipario sono passati ormai quattro mesi. Dal lasciato della LegaDue si è creato un nuovo "mondo" che ha accolto centinaia di ragazzi, genitori, tifosi e soprattutto un entusiasmo sempre crescente. A pochi giorni dal Santo Natale, e durante la pausa di metà anno, tocca al General Manager Marco Sambugaro raccontarci che cosa è successo in questo "primo tempo" del progetto Piacenza Basket School.

Marco, tu hai voluto fortemente questa realtà insieme ai dirigenti Maestri e Stecconi e a coach Corbani, quale bilancio puoi darci da quanto visto fino ad oggi?

"Direi proprio che il lavoro va a gonfie vele, siamo a pieno regime!Le nostre squadre sono stracolme di ragazzi e bambini, e questo è un ottimo segnale per chi, come noi, ha fatto di tutto per non disperdere il patrimonio che ci ha lasciato la LegaDue".

Qual è il segreto di questo successo?

"Innanzitutto i nostri allenatori ed istruttori. Sono tutte persone che hanno valori morali importanti, sentono attaccamento alla maglia e sono motivati a dare sempre il massimo per garantire ai ragazzi allenamenti di qualità. Si è creato un gruppo di lavoro eccellente, e penso che questo sia stimolante per chiunque voglia giocare a basket da noi. Il secondo "nostro" punto di forza lo individuo nel "progetto scuola", ovvero nel fatto che andiamo in oltre 10 scuole elementari fra Piacenza e Provincia a tenere delle lezioni di pallacanestro. Grazie a queste attività quotidiane, che si svolgono alla mattina durante l'orario scolastico, abbiamo coinvolto oltre duemila bambini, dando loro la possibilità di continuare a giocare a basket seguendo poi i corsi pomeridiani nelle nostre palestre."

Piacenza Basket School è un progetto che cresce giorno dopo giorno, confermi?

"Certamente! Ad inizio anno vedevo i genitori, che abitualmente sono molto selettivi, dubbiosi circa la serietà del nostro lavoro poi, con il passare dei mesi, conoscendoci meglio, si è creata fiducia reciproca fra staff, ragazzi e parenti. L'impegno che dirigenti ed allenatori si sono presi è quello di impegnarsi al massimo ogni giorno, cercando di essere il più collaborativi possibile. Saranno poi i genitori e i giocatori stessi a dirci se stiamo andando nella giusta direzione!"

Arrivano le feste di Natale e subito dopo inizierà la seconda parte di stagione. Quali iniziative avete in programma?

"Voglio in primis ringraziare i nostri sponsors che ci permettono di ideare e realizzare ogni tipo di attività. Il loro contributo ha un fortissimo valore sociale, perché permettere a centinai di ragazzi di fare attività sportiva è qualcosa che rientra a pieno diritto fra le iniziative che guardano al sociale. Detto questo, il calendario biancorosso è fittissimo: iniziamo con la festa natalizia di Venerdì 21 (ore 18.30) a San Lazzaro riservata al settore giovanile, poi Domenica mattina ci sarà quella per il minibasket. In entrambe i genitori (grazie di cuore!) porteranno squisitezze di ogni tipo per garantire due feste coi fiocchi! In mezzo a questi due eventi, ci sarà la trasferta in quel di San Siro (Sabato 22) per assistere alla partita fra Inter e Genoa (ore 12.30). Partiremo con un pullman da 50 persone tutto esaurito, con ragazzi della Serie D, Under 19, Under 17 e mamme e papà. L'obiettivo è farsi una bella giornata tutti insieme per creare affiatamento fra Società, giovani giocatori e genitori, giornata che si concluderà con la visione della partita casalinga dell'Under 17 Regionale al PalaPeep. Perché un po' di sano tifo non guasta mai! Per il 2013 abbiamo intenzione di portare i ragazzi a guardare le partite dell'Olimpia Milano e della Vanoli Cremona, un'occasione unica per vedere in azione le stelle del basket italiano e non solo!"

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Mara Boglioli trionfa sulla panchina dell’Emilia Romagna al Trofeo delle Regioni

boglioliArriva l'anno nuovo, e con esso anche nuove soddisfazioni in casa biancorossa. Mentre il Piacenza Basket School lavora in Città con lo scopo radicare la passione per la pallacanestro sul territorio, i suoi allenatori indossano gli abiti da ambasciatori mettendo le loro qualità al servizio di eventi nazionali.

In questi primi giorni del 2013 è Mara Boglioli, coach del settore giovanile biancorosso che si divide fra Piacenza e Fiorenzuola, a portare alti i colori del neonato progetto in una delle sedi più prestigiose del BelPaese: il Trofeo delle Regioni, organizzato in sintonia con il Progetto Azzurri della FIP e con la collaborazione dell'AS Eurobasket.

Giunta alla sua 23ma edizione, questa prestigiosa competizione ha visto protagoniste rappresentative regionali di ragazzi nati nel 1999 e, per la prima volta, una squadra per ogni Regione d'Italia. Le 20 formazioni si sono affrontate dal 2 Gennaio al giorno dell'Epifania nell'affascinante location di Montecatini Terme, e Mara, insieme a Lorenzo Dalmonte, ha guidato la rappresentativa della Regione Emilia-Romagna portandola ad un'esaltante trionfo, dopo aver sconfitto in finale i coetanei del Veneto.

"E' stato un grande onore prendere parte a questa manifestazione", dichiara entusiasta l'allenatrice, "è il torneo più prestigioso a livello di Federazione Italiana, ci sono i migliori atleti della categoria e l'ambiente è quanto di più stimolante possa esserci".

Per Mara, il Trofeo delle Regioni è solo l'ultimo passo di un percorso nazionale iniziato tre anni fa: "Io e Dalmonte siamo stati scelti per un progetto triennale che prevede la partecipazione a seminari, al Progetto Azzurri e a Tornei con la rappresentativa regionale, in veste di allenatori. A Giugno scorso abbiamo disputato il Torneo Bulgheroni, cui prendono parte solo alcune Regioni, arrivando terzi. Con il Trofeo di Montecatini si chiude il mio percorso, posso davvero ritenermi fortunata, se si pensa che in tutta l'Emilia-Romagna solo due tecnici vengono scelti per intraprendere questo iter!".trofeo regioni 2013

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